È appena finito il mondo

 

È appena finito il mondo.

Ieri pioveva, son rientrato a casa che era già notte.
Penombra in camera da letto. Mi son svestito, ho appeso il cappotto nell’armadio. Poi mi sono avvicinato al suo cuscino, ho aspettato che lei aprisse gli occhi.
Lo scroscio della pioggia velava il silenzio.
Un attimo dopo s’è voltata e mi ha guardato.
“È appena finito il mondo”, mi ha detto.
“Sì, lo so”, le ho risposto. “Adesso possiamo costruirne un altro, per favore?”.
Lei è rimasta in silenzio, s’è stretta nelle spalle. E di colpo m’è parso che non ci fosse un vero senso. Né qui, né altrove.
Non s’ha timore del pericolo quando imperversa la battaglia, ho pensato.

 

 

 

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