La tangente

La tangente.

Cagliari, mattina. Autobus, linea 6.
Telefonata in viva voce. Lui, più o meno cinquantenne, chiama lei.
– Ciao.
– Ciao.
– Ti sto chiamando per dirti che ti lascio.
– E bairìndi, no mi scìmpris.
– Ah, ah, ah! Va bene. Lavorando stai?
– Eia.
– Mì che domani siamo a pranzo da mia mamma.
– Uhm.
– Polpo. Gamberoni. Seppie arrosto.
– Uhm. Va bene.
– Ricordati che già te l’ho trovato io, il lavoro. Mi devi dare la tangente.
– Eh?
– La tangente. Cento euro al mese. Va bene?
– Eia, già caghi.
– Ah, ah, ah!
– Ridi, ridi. Arrazz’e calloni.
– Ti lascio. Ciao.
– Eia. Ciao.


 

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