Pagina sedici

Pagina sedici.

Sfoglio “La Stampa” di oggi. Mi soffermo a pagina 16. Ci sono due foto, un po’ sfocate a dire il vero. Raffigurano il Papa e una donna. Sotto le foto, il titolo: “L’umile gesto di raccogliere una borsa”. Didascalia: “Dopo la messa del Regina Coeli, mentre salutava i fedeli in piazza San Pietro, Francesco ha raccolto una borsa e una busta di plastica cadute a un’anziana disabile, che poi ha baciato”.

Accendo il computer, vado su Wikipedia, cerco “umiltà“. Leggo: “Nella religione e nella spiritualità, l’umiltà è generalmente considerata un valore positivo. Nelle religioni monoteistiche, l’umiltà può essere vista come la capacità di riconoscere ed indagare la Verità su di sé. È la virtù che porta alla consapevolezza della propria identità, dei propri limiti e della propria forza, che permette di entrare in una vera relazione con gli altri e con Dio. I limiti vanno intesi come confini, oltre i quali c’è il prossimo e c’è Dio, mentre la forza va intesa come i diversi doni e carismi attraverso i quali mettersi al servizio del prossimo e del disegno di Dio”.

Riprendo “La Stampa”, sempre pagina 16. Rileggo il titolo di quelle due foto.
“L’umile gesto”. Sospiro. Metto via il giornale. Chiudo gli occhi.
Umile. Gesto.

Gianni, mi dico.
Gianni, che c’è? Eh? Vuoi far polemica? No, dico, vuoi far polemica? Dài, dillo, che vuoi far polemica. Tanto lo so. Ti conosco. Vuoi far polemica. Lo so, ti conosco. Non star lì a far di no con la testa. Dài. Lo so, lo so che vorresti far polemica. Inutile che neghi. Eh? Non far di no con la testa, dài. Ce l’hai scritto in fronte: voglio far polemica. Basta che lo dica, però. Dillo, tanto lo so che non aspetti altro. Te lo leggo negli occhi. Mi dispiace dirtelo, caro Gianni, ma ultimamente sei un po’ troppo polemico. Un po’ troppo, eh.

 

capovolto

5 Comments

    • Gianni

      6 Maggio 2013 at 21:29

      Ciao Luana,
      che lui mi convinca o meno ha davvero poca importanza. La mia perplessità nasce dalla meraviglia altrui, in questo caso dei media, e quindi dell’opinione pubblica, davanti a un gesto che per qualunque essere umano – qualunque, ripeto, e a maggior ragione per un capo religioso – dovrebbe rappresentare l’assoluta normalità.
      A questo, dunque, siamo arrivati: a considerare quel gesto, un gesto così ovvio e normale, come un gesto di grande umiltà.
      Tutto ciò mio spaventa, anzi, mi terrorizza.

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  • luana lai

    6 Maggio 2013 at 21:46

    ogni giorno compiamo mille di questi gesti, forse anche molto più umili e ci sembrano normali, anzi, a me pare che personalmente potrei fare molto di più e mi sento dire che quello che faccio è da elogiare. Se tutti compissimo atti umili nella quotidianità, non ci stupiremmo di un gesto così normale da un servo di Cristo, ma la chiesa si sa, ha dimenticato da tempo qual’è il suo ruolo nella terra e cioè l’annuncio del nuovo regno. Ma chi bada più a queste cose?

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