Sopportare

Sopportare.

“Ci sono individui costituzionalmente infelici. Strutturalmente. A prescindere da ogni circostanza: infelici. Ogni cambiamento apporta delle varianti, ma sempre all’interno del sistema integrato dell’infelicità. Posso, però, questo sì, affinarne le modalità. Posso sforzarmi di essere infelice ogni volta un po’ meglio – per consapevolezza, ideali, prospettive storiche – di quanto fossi fino a ieri. In questo forse consiste il progresso dell’umana specie: riuscire giorno dopo giorno a migliorare non tanto la propria condizione infelice, ma la qualità dell’infelicità individuale. Ottimizzare il dolore di ciascun commiato, sforzarsi di ricondurlo nell’alveo di ciò che è possibile sopportare. E sopportarlo.”

[Roberto Alajmo, “L’estate del ’78“, Sellerio editore, 2018 – pagine 42-43]









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