Sui muri, sulle storie, sulle parole

Sui muri, sulle storie, sulle parole.

Non si sa com’è che accada, non si sa davvero, ma è bello che accada sempre, ovunque, e che ogni volta ci si meravigli di quanto sia stimolante parlar di libri, sui libri, attorno ai libri, e soprattutto di quanto sia entusiasmante, quasi terapeutico, farlo assieme, autori e lettori, come un corpo solo, stregati dalla magia delle storie, dall’incantesimo delle parole.

Ecco, alla fine m’è venuta fuori questa frase, magari un po’ troppo lunga e pomposa, un panegirico un po’ inadeguato, ma insomma, era per dire grazie a tutte le persone che incontro alle presentazioni, ai reading, nelle biblioteche, nelle librerie, nei teatri. Ed era anche per dire che i lettori, non soltanto quelli che leggono le mie storie, i miei racconti, i miei libri, ma tutti, proprio tutti i lettori, io a volte vorrei abbracciarli, ognuno di loro, perché sappiano quanto siano preziosi e insostituibili.

Poi, e però non c’entra nulla con la magia delle storie e dei lettori, a un certo punto m’è venuto in mente che ieri notte, dopo la presentazione alla Libreria di Alessandro Cocco, mentre rientravamo a casa, io, Viviana e Gabri ci siamo accorti che su un muro di via Palestrina c’era una scritta per Chavez.
Così l’abbiamo fotografata.

 

adiosu chavez

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