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Utopia degli spazi

Utopia degli spazi. L’altra mattina, mentre attraversavo sulle strisce pedonali, a momenti un’auto mi metteva sotto, si è fermata a mezzo metro dalle mie gambe producendo un rumore fastidioso in frenata. Alla guida c’era un frate francescano, il saio marrone, il cranio pelato e la barba lunga e grigia. Mi ha guardato e mi ha…

Magma

Magma. Io, nella mia personale e perpetua ricerca del bene universale, inteso come magma amorevole e salvifico, mi sembra che nelle aree pedonali di questa città, dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 20, essendo manifesta la necessità di alleviare l’ansia e gli stati di panico nella popolazione, si potrebbe aprire la circolazione alle…

Giorno 29

Giorno 29. Dal diario di H., scritto un mese prima della sua partenza per Cuba. Zurigo, pensione Josephine.Oggi è il 29 giugno 1997. Sono le 7.50.Stanotte ho sognato di svegliarmi in una città orientale, forse giapponese, forse coreana, forse no. Le strade brulicavano di auto nere e affusolate. Le persone indossavano una specie di divisa,…

Giorno 18

Giorno 18. Ieri mattina ho telefonato a Arturo e gli ho detto: Se per te va bene, e spero che per te vada bene, ci potremmo vedere alle quindici e trenta davanti al bar, se non proprio davanti anche di lato va bene, ma non troppo di lato, più spostato verso il centro. Se ritardo…

Diari del Canada (7)

Diari del Canada (7). Aeroporto di Montréal, uffici auto a noleggio. Al banco c’è un tizio, avrà trentacinque anni, i capelli scuri e ben pettinati. Dice di essere libanese. Guarda i nostri documenti. Sorride. – Ah, italiani! – dice. – Già. – Piace Italia. Piace canzoni italiane. – Conosci cantanti italiani? – Piace Adriano Celentano….

Dieci minuti

Dieci minuti. – Dunque ha deciso? – gli chiede l’agente di viaggi. Raffaele fa un mezzo sorriso e per tutta risposta indica un depliant di foto poggiato sulla scrivania. L’agente di viaggi ne prende atto e inizia a digitare sulla tastiera del computer. Raffaele sembra noncurante, si volta e guarda la vetrina illuminata. Dieci minuti…

Ridere

Ridere. Avevo uno zio che si chiamava Maurizio, ma tutti lo chiamavamo Chicco. Quand’eravamo piccoli, noi nipoti, lui ci caricava sulla sua auto sportiva e ci portava sulla strada in salita tutta curve e tornanti verso Campuomu e al ritorno, in discesa, si lanciava veloce e rideva moltissimo e ci spaventavamo ma ridevamo moltissimo anche…

Sfide mozzafiato

Sfide mozzafiato. L’altro giorno, mentre passeggiavo, all’improvviso ho sentito un profumo di spaghetti aglio, olio e peperoncino. In realtà il profumo di spaghetti non l’ho sentito. Nemmeno quello del peperoncino. Ma dell’aglio appena soffritto, sì. Mi sono guardato intorno, c’era uno spiazzo oltre la strada, molte auto parcheggiate e alcuni alberi e dei palazzi con…

Mandanti morali

Mandanti morali. Nei giorni scorsi faceva freddo e ho notato che sull’autobus la gente se ne stava per i cazzi suoi, avvoltolata in sciarpe, guanti e cappotti, non aveva molta voglia di parlare, di commentare o di. Aveva lo sguardo perso nel nulla siderale. Oggi che l’aria è più calda, già mi sembra più vispa,…

Nel contempo

Nel contempo. Stamattina ho visto una tizia a bordo di un’auto enorme con le ruote che arrivavano più o meno all’altezza del torace che faceva manovra per uscire dal parcheggio mentre si controllava il trucco nello specchietto retrovisore e contemporaneamente cercava di allacciarsi la cintura di sicurezza tenendo il telefono tra l’orecchio e la spalla….

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