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Chissà se va

Chissà se va. Sono andato in cucina e sul guscio di una noce di cocco ho visto il volto di una scimmia del Borneo. Ho fatto finta di nulla. Sul tavolo c’era una macchia di caffè e ho visto la proboscide di un elefante. Ho fatto finta di nulla. Sul lavello c’erano delle goccioline d’acqua…

Carteggi (7)

Carteggi (7). Ciao, sta finendo anche luglio. Anzi, quando ti giungerà questa mia, forse sarà già finito. Ho chiesto in giro e, curiosamente, nessuno si ricorda quando è davvero iniziato. Non lo trovi scoraggiante? Un tempo ne avrebbero discusso in televisione o alla radio. Oggi è tutto così tragicamente banale. Sai, ci ho pensato a…

Purezza (3)

Purezza (3). E poi sono andato a mangiare in questo piccolo ristorante del Ghetto di Roma e il cuoco era di origini bengalesi, mi sembra, e anche il cameriere era di origini bengalesi, mi sembra, ma con un bell’accento romanesco, e alle pareti c’era una gigantografia di Totti e sugli scaffali c’era una lunga fila…

Purezza (2)

Purezza (2). Poi ho verificato: sulla questione dei carciofi alla giudìa, al ghetto di Roma gli ebrei romani sono meno intransigenti del Rabbinato di Israele. “Basta pulirli bene, i carciofi”, mi ha detto un’ebrea ortodossa. Poi con espressione severa ha aggiunto: “Ma anche con gli asparagi non c’è da scherzare, bisogna fare molta attenzione”. E…

Malissimo

Malissimo. Quando le parole si dimenticano di me, ci rimango malissimo. Qualche tempo fa, la parola mordacità non aveva alcuna intenzione di venirmi in mente, non ne voleva sapere. Eppure mi ero tanto raccomandato. Comunque non succede soltanto con le parole. A volte capita che anche gli occhiali si dimentichino di me. Ci rimango malissimo, quando…

La lattuga che non ti aspetti

La lattuga che non ti aspetti. L’altro giorno al mercato ho sentito una signora che diceva “Ah, no, mi dispiace ma se non è bio non la voglio”. Ce l’aveva con il fruttivendolo che le stava mostrando un cespo di lattuga. Che mi sembrava un bel cespo, comunque, anche se non era bio. Così le…

Giuro che non c’entro niente

Giuro che non c’entro niente. L’altra sera in piazza Matteotti ho incrociato un gruppo di persone, credo fossero asiatici, forse del Bangladesh, o forse no, e queste persone stavano discutendo nella loro lingua. Non si capiva niente. Forse discutevano di calcio, di donne, di politica, del tempo, di cucina o di filosofia, chi lo sa….

Quattro volte forse cinque

Quattro volte forse cinque. Questa mattina mi sono alzato che già mi giravano. Non mi ricordo per quale motivo ma già mi giravano a sufficienza. Poi da sopra hanno iniziato a battere e picconare col martello pneumatico. Trrrrr-trrrr-bam-baaam-baaam-bam. Pausa. Trrrrr-tukrrr-tukrrr-baaam-baaam. Altra pausa. Vrrrr-vrrrwwoo-tuuuugh-baaaam-kraaaak. Come se non bastasse, qualche istante dopo hanno suonato al citofono e mi…

Cose che ho pensato (trentacinque)

Cose che ho pensato (trentacinque). 196. Una volta ho pensato di essere un’ape operaia. Ronzavo tutto il giorno. E quando non ronzavo, cantavo l’Internazionale. 197. Una volta ho pensato di essere un biscotto. Poi Arturo mi aveva spalmato sopra un po’ di marmellata e la cosa mi aveva infastidito al punto tale che mi ero…

Cose che ho pensato (ventinove)

Cose che ho pensato (ventinove). 166. Una volta ho pensato di essere un cantautore. Le mie canzoni erano canzoni molto impegnative. Così impegnative che un giorno mi sono stancato di cantarle e ho smesso di essere un cantautore. 167. Una volta ho pensato di essere una mosca. Sbattevo continuamente contro il vetro della finestra di…

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