Carteggi (7)

Carteggi (7).

Ciao, sta finendo anche luglio. Anzi, quando ti giungerà questa mia, forse sarà già finito. Ho chiesto in giro e, curiosamente, nessuno si ricorda quando è davvero iniziato. Non lo trovi scoraggiante? Un tempo ne avrebbero discusso in televisione o alla radio. Oggi è tutto così tragicamente banale. Sai, ci ho pensato a lungo, penso che dovremmo smetterla di litigare, io e te. Non per cose importanti, intendo. Ricordi l’ultima volta che abbiamo litigato? Era per il colore delle mie lenti a contatto, se non sbaglio. Forse ti eri offesa perché ti avevo chiamata con il tuo vero nome. O forse era per via di quella cicatrice color pompelmo? Ora che ci penso, non l’hai mai potuta soffrire. 

La seconda questione, che è seconda soltanto per comodità, non certo per importanza o chissà che, riguarda una faccenda personale, quindi te ne parlerò di persona, come logica impone.

La quinta questione, che è quinta soltanto per ambiguità, non certo perché ne esistano una terza o una quarta, riguarda quella tua, come dire?, idea di utilizzare la carta da parati per avvolgere le piante in giardino. Resto del parere che, per quanto si tratti di uno stratagemma suggestivo, esistano metodi meno stravaganti per proteggere dal freddo invernale magnolie, nasturzi e gerani. Piuttosto, che fine ha fatto il divano a forma di locomotiva che avevi in cucina? Un tempo lo usavi per il sonnellino del pomeriggio. Era un bel divano, lasciamelo dire. 

Infine, mi sento solo, quaggiù. L’avresti mai immaginato? I vicini di casa guardano la televisione, non fanno altro dalla mattina alla sera. Sono appassionati di programmi di cucina. Spesso li sento accapigliarsi per uno spicchio d’aglio nella minestra, per una torta venuta così così, per una ricetta esotica o un antipasto vegetale. Anche loro litigano. Poi però fanno pace. Ieri li ho visti che partecipavano a un linciaggio, si tenevano per mano come due fidanzati. Si vogliono bene, a modo loro. Hanno cani forti e veloci, scorrazzano in giardino. Fanno paura ma tutto sommato sono bestie docili. Più dei loro proprietari, mi verrebbe da pensare.

Un’ultima raccomandazione: non dare per scontata ogni cosa. Credo di non essere l’unico a sentirsi solo, quaggiù. Ti dirò, sembra che siano in tanti a ragionare in questo modo, anche se nessuno sa bene perché. A parte i cani dei vicini, ovviamente. Loro secondo me lo sanno. Ma non hanno intenzione di dircelo. Non tra un linciaggio e l’altro, perlomeno.
 


 

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