Una tazza di tè

Una tazza di tè.

Nives è seduta sul divano. Ha i capelli raccolti in una coda alta e si accarezza il vestito acquamarina. Goffredo è in piedi, sorseggia del tè verde e la guarda con espressione neutra.
– Mi faccio sempre le domande sbagliate – dice lei.
– E le risposte? Come sono le risposte? – dice lui.
– Giuste. Le risposte sono giuste.
– E le domande sbagliate.
– Sì.
– Che genere di domande?
– Da che parte andranno gli aquiloni? Avrò una torcia per illuminare il mio cammino? Sentirò ancora questi profumi? Potrò tornare qui?
Nives sorride. Goffredo continua a sorseggiare il suo tè.
– Dovresti uscire più spesso – dice lui.
– La mattina sto davanti alla finestra. Osservo il pulviscolo che saltella nei fasci di luce fra le tapparelle. Il pulviscolo mi piace.
I due restano in silenzio per un po’. In lontananza si sentono i rumori del traffico, i suoni della città.
– Vuoi una tazza di tè? – dice lui, accompagnando la domanda con un gesto generico.
Nives sorride e strizza gli occhi.
– No, mi fa sentire in colpa.







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