Breve trattato sulle motivazioni

Breve trattato sulle motivazioni.

C’è stato un periodo che nessuno mi amava, nessuno mi voleva bene. E allora anch’io, mi era venuta una forma di rigetto verso l’umanità, una specie di nichilismo esistenziale che quando ci ragionavo e ci costruivo sopra un castello di pensieri e congetture mi sembrava anche una bella cosa, mi portava a avere delle motivazioni, il nichilismo.
Un giorno ne avevo parlato con Vincenzo, il figlio del calzolaio, che anche d’estate girava col cappotto e aveva un occhio che mandava a fanculo l’altro.

– Sto diventando nichilista – gli avevo detto – mi sento motivato.
– Bravo – mi aveva detto lui – fai bene.
– Non si capisce dove guardi – gli avevo detto – sei fastidioso.
Il giorno dopo ne avevo parlato con Alfio, l’allenatore della squadra di calcio del quartiere, che si diceva che il padre fosse culo e camicia con il vescovo.
– Sto diventando nichilista – gli avevo detto – mi sento motivato.
– Bravo – mi aveva detto lui – fai bene.
– La tua squadra fa cagare – gli avevo detto – sei un incapace.
Poi ne avevo parlato con Lucrezia, la moglie del barista, che pesava novantacinque chili e tutto il santo giorno non faceva altro che starsene seduta vicino al bancone a controllare chi entrava e chi usciva.
– Sto diventando nichilista – le avevo detto – mi sento motivato.
– Bravo – mi aveva detto lei – fai bene.
– In questo bar fate un caffè che sa di merda – le avevo detto – anche i gelati, sanno di merda.
Comunque, nonostante fossi diventato un buon nichilista esistenziale, per motivi a me sconosciuti e incomprensibili, continuavo a non essere amato e a non essere voluto bene. Allora un giorno era andato dal medico e lui, dopo avermi visitato, mi aveva detto che non ero affatto un nichilista esistenziale.
– Al massimo sei un panteista – mi aveva detto.
Allora ero andato dal figlio del calzolaio, dall’allenatore della squadra del quartiere e dalla moglie del barista e avevo detto loro che mi ero sbagliato, che non ero più un nichilista, che adesso ero un panteista.
– Ma va’ a cagare – mi avevano detto.
Secondo me nel frattempo erano diventati dei nichilisti esistenziali, li avevo trovati tutti molto motivati.

 

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