Nessun vezzo

Nessun vezzo.

A un certo punto lei si è alzata e ha spalancato la finestra. Fuori faceva caldo. Lui era seduto lontano, aveva ancora gli occhiali da sole, nessun vezzo da farsi perdonare.
– Perché? – le ha chiesto.
Lei ha sollevato appena le spalle.
– Rancore – ha detto.
– Rancore?
– Sì. Rancore.
Poi ha fatto una pausa e ha aggiunto: – E bisogno.
– Rancore. E bisogno – ha ripetuto lui, quasi sottovoce.
Un istante dopo gli è venuto da pensare che la stanza dove si trovavano era un universo striminzito, troppo striminzito.










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