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Quaderni del coprifuoco (17)

Quaderni del coprifuoco (17).

Camminavo avanti e indietro, nella maniera di chi legge a voce alta, di fronte alla finestra. Ogni tanto buttavo l’occhio oltre il vetro. Pioveva a dirotto, faceva freddo.
Arturo, seduto sulla poltrona di velluto blu, sembrava un reverendo carmelitano. Sorseggiava un whisky di marca scadente.
– Dovresti guardare con animo gentile e comprensivo gli altri esseri umani – gli ho detto. – Pensa che tutti sono stati bambini.
– Tu dici? – ha fatto lui.
– Proprio così.
Arturo ha sollevato la testa, è rimasto per un po’ a osservare un punto imprecisato del soffitto. Poi ha detto: – Beh, i bambini possono essere anche tremendamente stronzi.









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