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Turbamenti

Turbamenti. Poco fa mi sono affacciato al balcone, ho guardato il cielo e mi sono messo ad ascoltare il silenzio. Il silenzio era ovunque. Dilatato, ostinato e invadente. Solo interrotto, di tanto in tanto, dal canto modulato dei passerotti, dalle risate fragorose dei gabbiani, dal richiamo roco delle cornacchie. E mentre ascoltavo il silenzio e…

Io no #59

Io no #59. O gabbiano sul molo,tu puoi cagare in volo.Io no.        

Quarta di copertina

Quarta di copertina. Ieri sono entrato in libreria e mi sono soffermato a leggere la quarta di copertina di alcuni romanzi esposti sugli scaffali “Ogni volta che esce un libro di E.V. corro a comprarlo” “Uno dei più grandi e insospettabili romanzi del ventesimo secolo” “Probabilmente uno dei migliori romanzi dell’ultimo decennio” “Uno dei migliori…

Intransigenze

Intransigenze. Il cugino di Arturo, che è un poeta incline a un settarismo intransigente e intollerante, una volta ha detto che la poesia, nel momento stesso in cui diventa poesia, nell’attimo preciso in cui affiora la prima lettera della prima parola del primo verso, proprio in quel frangente lì, già non è più poesia, è…

Vertigini

Vertigini. Una volta ho pensato di essere un Post-it®, che si scrive con la P maiuscola, il trattino prima di it e il simbolo del marchio registrato, perché Post-it® è un marchio registrato e depositato e se lo scrivessi senza il simbolo del marchio registrato e depositato potrebbe essere un reato, non ne sono sicuro, ma tra…

Pancia

Pancia. Mattina, Roma, Via del Corso. Due ragazze sui vent’anni attraversano la strada. – Te devo di’ ‘na cosa: c’ho ‘a pancia piena. – Nun me ne parla’. Due giorni che non riesco a cagare.    

Il quinto dell’anno

Il quinto dell’anno. Ieri mattina ho incontrato A. e gli ho detto “Buon Anno” e poi ho aggiunto “Ma non è che cambi molto, eh”, e a parte tutto avrei voluto spiegargli che in realtà gli anni non esistono, cioè, esistono ma non in quel senso, che in fin dei conti si tratta sempre dello…

Natale (9)

Natale (9). Cagliari, piazza Garibaldi, ore 18.35, vigilia di Natale. Lei, età indefinibile, forse quarantacinquenne, è seduta su una panchina e parla al telefono. – Pronto? Mi senti? Ah. Ciao. Allora sei vivo. Eh. Sì, sì. Se non ti chiamo io. Tu no, eh? Non farti sentire, mi raccomando. Bellisceddu chi sesi. Sì, sì. Non…

Cose che ho pensato (trentadue)

Cose che ho pensato (trentadue). 181. Una volta ho pensato di prendermi a schiaffi. Non è stato facile. 182. Una volta ho pensato che non avevo voglia di fare niente. L’unica cosa che avevo voglia di fare era guardare dalla finestra. Poi però, dopo due ore che guardavo dalla finestra, mi sono stancato. Allora mi…

Cose che ho pensato (otto)

Cose che ho pensato (otto). 46. 
Una volta ho pensato di bere tanta acqua. Arturo diceva sempre “Per stare bene devi bere tanta acqua”. Allora una mattina ero andato al supermercato e avevo comprato cinque confezioni da sei bottiglie d’acqua minerale naturale, quelle da due litri. Quand’ero rientrato a casa avevo bevuto una bottiglia intera….

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