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L’amore e le sue regole

L’amore e le sue regole. Ieri pomeriggio, pioveva e soffiava un vento fastidioso e fresco, mi pungeva la pelle sopra la barba, sono entrato in un bar e ho chiesto un caffè. Di lato al bancone, davanti alla vetrina delle paste, c’era un uomo sulla sessantina, in giacca e camicia scura, gli occhiali da sole….

Carteggi (6)

Carteggi (6). Ciao, ti scrivo con una bic medium nera. Potrei scriverti con una matita staedtler noris 120 2b. O con una pilot bps-gp (f) rossa. Altrimenti con una koh-i-noor hardtmuth studio acquarello blu. O, meglio ancora, con una pilot v7 hi-tecpoint o.7 nera. O, al limite, con un evidenziatore stabilo boss fucsia. Ma nel…

Rassegna stampa

Rassegna stampa. Cagliari, due tizi sui sessanta sono seduti al tavolino di un bar. Uno ha appena versato lo zucchero nella tazzina del caffè, l’altro sfoglia le pagine sportive di un quotidiano e legge a voce alta i titoli. – La Spagna sfonda con Costa. – Ma itta gazzu sfonda. – Il bomber supera le…

Cose che ho pensato (quaranta)

Cose che ho pensato (quaranta). 217. Una volta ho pensato di fare il conto delle olive che ho mangiato in tutta la mia vita. E anche di quante pizze. E di quanti biscotti. E di quante fragole. E di quante uova. Quando l’ho detto a Arturo, a momenti gli andava di traverso il caffè.  

Un’Isola da bere

Un’Isola da bere. Stasera alle 18,30 a Villa Muscas, in via S. Alenixedda a Cagliari viene presentato il volume “Un’Isola da bere – Percorsi letterari nella Sardegna del vino, dei liquori, del caffè” (MieleAmaro n.6/2015 –CUEC Edizioni) a cura di Vincenzo Soddu e Gianni Stocchino. “Un’Isola da bere” è un’antologia suddivisa in tredici capitoli che racconta…

Cose che ho pensato (diciannove)

Cose che ho pensato (diciannove). 111. Una volta ho pensato di essere Zorro e di andare in giro per Cagliari a fare il segno della Z sulla pancia delle persone cattive. 112. Una volta ho pensato di vivere negli anni cinquanta e di emigrare in Australia. 113. Una volta ho pensato che ci sono alcune…

Sala d’attesa

Sala d’attesa. L’ultima volta che mi è capitato di andare al pronto soccorso c’era un tizio vestito in modo trasandato, era seduto vicino all’ingresso della sala d’attesa. Aveva sì e no una trentina d’anni, indossava una felpa con il cappuccio calato sulla fronte e stava armeggiando con tabacco e cartine. Quando ha finito di prepararsi…

Il poliziotto e la cantante d’opera dormono qui

Il poliziotto e la cantante d’opera dormono qui. Ieri l’altro sono rientrato a casa poco dopo mezzanotte. Dormivano tutti, così ho fatto piano per non svegliarli. Dopo aver chiuso la porta accompagnandola dolcemente, sono andato in salone e ho acceso una piccola lampada. Stavo per togliermi la sciarpa e sfilarmi il giubbotto quando all’improvviso li…

Puramente indicativo

Puramente indicativo. Questa mattina ho versato il caffè nella tazza e ho messo a riscaldare il latte. Mentre il latte era sul fuoco, ho sciacquato la caffettiera, l’ho asciugata e l’ho infilata nel frigorifero. Ci ho messo qualche secondo, prima di rendermi conto. Dopo aver fatto colazione, mi è venuto da pensare che qualche giorno…

Ci sono tappi e tappi

Ci sono tappi e tappi. Questa mattina, mentre rimuginavo sul sogno di un viaggio in terre silenziose e senza nuvole e facevo colazione e prendevo i biscotti tondi e farinosi e li mettevo in pila e riflettevo sul verbo esimere, non tanto sul significato quanto sulla terza persona singolare del passato remoto – egli/ella esimé…

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