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L’alfabeto di Marcel Proust

L’alfabeto di Marcel Proust. Mi ricordo la sera, più o meno era l’ora di cena, in cui Ottavia si è svegliata e ha iniziato a urlare. Nessuno però ci ha fatto caso. Le capitava di tanto in tanto, di mettersi a urlare all’improvviso, forse per via di un problema all’orecchio che si trascinava da mesi….

Carteggi (23)

Carteggi (23). Ciao, ma è ancora questo il tuo indirizzo? Hai forse cambiato casa? O vivi sempre con quel cane rognoso di tuo cugino? A ogni modo, non so se questa lettera sia il modo migliore per dirti che non ti penso. Forse sì, non ne ho la certezza. Però volevo farti sapere che me la…

Giorno 26

Giorno 26. – Andiamo – dico. E subito montiamo in auto con Lilla e Orazio. Orazio ingrana la prima e parte a razzo, un inizio molto promettente, ma nessuno di noi saprebbe precisare da quale punto di vista. Lilla è seduta davanti. La sua borsa fluttua da un’estremità all’altra del cruscotto. Nel sedile di dietro…

Intransigenze

Intransigenze. Il cugino di Arturo, che è un poeta incline a un settarismo intransigente e intollerante, una volta ha detto che la poesia, nel momento stesso in cui diventa poesia, nell’attimo preciso in cui affiora la prima lettera della prima parola del primo verso, proprio in quel frangente lì, già non è più poesia, è…

Cose che ho pensato (quarantaquattro)

Cose che ho pensato (quarantaquattro). 221. Una volta ho pensato di chiedere a Arturo “Ma perché il tuo cane si chiama Marcel Proust?”. E Arturo mi ha risposto “Sì. Credo di saperlo”. Poi si è voltato, si è infilato le mani in tasca e se n’è andato stringendosi nella sua magrezza mite. Non mi ha…

Turarsi il naso

Turarsi il naso. Credo di aver starnutito già una ventina di volte. Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù! Etciù!  Poi mi è venuto in mente che un illustratore inglese che si chiama James Chapman ha pubblicato un paio di libri nei quali…

Lui e il cane

Lui e il cane. Un tizio per strada ha urlato “Avevamo ragione noi!”. Erano lui e il cane e mi sembra non ci fosse nessun altro, a parte me.  

Cose che ho pensato (trentanove)

Cose che ho pensato (trentanove). 216. Una volta ho pensato di essere una pala eolica. Ero lì che giravo, giravo, giravo ma non succedeva niente, non si accendeva nemmeno una lampadina. Poi si è avvicinato Arturo e mi ha detto che gli sembravo un coglione, anzi, due coglioni.  

Io no #19

Io no #19. Il cane ha sollevato la zampa e ha pisciato sul muro, io no.  

Come stare zitti

Come stare zitti. Questa mattina camminavo e contavo i passi e lungo strada ho incrociato una donna con un cane di piccola taglia che stava abbaiando contro un altro cane affacciato a una finestra. La donna gli diceva “Zitto! Ti ho detto di stare zitto!”. Il cane nulla, tirava il guinzaglio e abbaiava mentre la…

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