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Quaderni del coprifuoco (14)

Quaderni del coprifuoco (14).

Non sapevamo dove andare, che cosa fare e nemmeno che cosa pensare, qualche sera fa, la sera di fine anno, io, Arturo e Marcel Proust, e allora mi sono alzato dal divano, mi sono avvicinato al Quadro Del Niente appeso alla parete, un quadro astratto dipinto da Pittore Ignoto in un periodo compreso tra l’ultimo decennio del secolo scorso e il primo del secolo attuale, e con enfasi contenuta mi sono rivolto ai due e ho detto: Forse dovrei declamare una poesia per celebrare questa transizione, questo passaggio da un anno all’altro, per solennizzare i prossimi trecento sessantacinque giorni, nove minuti e nove virgola cinquantaquattro secondi, perché tale è il tempo che la Terra impiega per completare la sua orbita attorno al Sole, sì, forse dovrei proprio.

Così per almeno un’ora, un’ora e mezza, abbiamo litigato su quale fosse la poesia adatta all’occasione, ci siamo accapigliati ben bene, seppure solo verbalmente, e al momento di andare a dormire, dopo aver fatto volare stracci di parole ingiuriose e vendicative, nemmeno ci siamo fatti gli auguri.
Fuori pioveva e faceva freddo, inverno dei miei coglioni.








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