Il suono delle parole

Il suono delle parole.

Se conoscessi le lingue straniere, non tutte, almeno il russo o questa lingua slava che parlano i due che mi stanno di fronte, seduti al tavolino, lei che con voce stridula sembra accusare lui di qualcosa, chissà cosa, e lui zitto e a capo chino, lei che da più di venti minuti non gli dà tregua, gesticola e sbraita, e lui zitto e a capo chino, lei che insiste, parla, parla e parla, e lui zitto e a capo chino, di sicuro capirei meglio il motivo di tanto accanimento. Poi quando lui si alza, la guarda e le dice tre parole, secche, quasi sottovoce, e se ne va, a me sembra di averlo capito, lui. Il suono di quelle tre parole, pronunciate con tono severo, risoluto e liberatorio, è lo stesso suono che fanno le parole “Ascu’, m’as pigau a is callonis”.












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