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Cose che ho pensato (trentanove)

Cose che ho pensato (trentanove). 216. Una volta ho pensato di essere una pala eolica. Ero lì che giravo, giravo, giravo ma non succedeva niente, non si accendeva nemmeno una lampadina. Poi si è avvicinato Arturo e mi ha detto che gli sembravo un coglione, anzi, due coglioni.  

Il volo delle rosette

Il volo delle rosette. Una volta ho pensato di essere uno scultore. Con la mollica delle rosette costruivo piccoli aeroplani che atterravano sui balconi dei vicini. Poi un giorno i vicini sono andati a lamentarsi dall’amministratore del condominio, e l’amministratore del condominio è venuto a dirmi che il palazzo si trovava in una zona di…

Cose che ho pensato (trentuno)

Cose che ho pensato (trentuno). 176. Una volta ho pensato di festeggiare il nuovo anno in Germania. Ero partito insieme a Arturo e Marcel Proust, il cane di Arturo. Dovevamo andare al funerale di Benito, lo zio di Arturo, che aveva ottantanove anni e abitava in un paesino della Baviera. Benito aveva avuto cinque mogli…

Cose che ho pensato (trenta)

Cose che ho pensato (trenta). 171. Una volta ho pensato di essere un barattolo di confettura. Arturo mi aveva tenuto tre mesi in frigorifero. Poi dentro il barattolo si era formata della muffa. Arturo si era seccato, nel vedere tutte quelle chiazze bianche e grigie. Una mattina mi aveva portato al supermercato e mi aveva…

Cose che ho pensato (ventinove)

Cose che ho pensato (ventinove). 166. Una volta ho pensato di essere un cantautore. Le mie canzoni erano canzoni molto impegnative. Così impegnative che un giorno mi sono stancato di cantarle e ho smesso di essere un cantautore. 167. Una volta ho pensato di essere una mosca. Sbattevo continuamente contro il vetro della finestra di…

Cose che ho pensato (ventotto)

Cose che ho pensato (ventotto). 156. Una volta ho pensato di essere una casa disabitata. Il proprietario aveva pubblicato un annuncio sul giornale e mi aveva messo in vendita. Una mattina si erano presentati un uomo e una donna, dicevano di essersi appena sposati. Avevano fatto un giro, controllato le stanze, il bagno, la cucina. Lui…

Cose che ho pensato (ventisette)

Cose che ho pensato (ventisette). 151. Una volta ho pensato di perdere la memoria. Non ricordavo nulla. Mi guardavo allo specchio e mi domandavo chi fossi. Non ricordavo in che città abitassi. Non ricordavo neanche come si allacciassero le stringhe delle scarpe. Poi era arrivato Arturo e mi aveva detto che ero il suo migliore…

Cose che ho pensato (ventitré)

Cose che ho pensato (ventitré). 131. Una volta ho pensato di essere uno smartphone. Poi Arturo si è sdraiato sul divano e mi ha detto “Più che un telefonino di ultima generazione mi sembri uno di quei vecchi apparecchi della SIP, grigi e con la ghiera”. Che tra l’altro non so neppure se si chiami…

Cose che ho pensato (ventidue)

Cose che ho pensato (ventidue). 126. Una volta ho pensato di essere un ingegnere. La mattina, dopo aver fatto colazione, mi ero seduto in giardino e con la mollica del moddizzosu avevo costruito il Bastione di Saint Remy in miniatura. 127. Una volta ho pensato di diventare assaggiatore di marmellate. La mattina, dopo aver fatto colazione e…

Cose che ho pensato (ventuno)

Cose che ho pensato (ventuno). 121. Una volta ho pensato di essere un pilota di formula uno. Il giorno dopo ho buttato giù un palo mentre facevo retromarcia con la macchina di Arturo. 122. Una volta ho pensato di essere un maglione di lana fatto a mano. Avrei voluto essere indossato da Scarlett Johansson. Invece…

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