Cani che fumano la pipa.

Mi sembra di aver sognato un sogno che la città era molto cambiata e c’era questo supermercato avveniristico con tantissime luci accese anche di giorno e stavo per entrarci quando all’ingresso ho incrociato Dante, lui era vestito proprio da Dante, con la corona d’alloro e tutto il resto, che teneva al guinzaglio quattro fenicotteri e nell’altra mano stringeva una busta della spesa con dentro del pane, dei pomodori, alcune scatolette di tonno, una confezione di vinavil e un balsamo per capelli. Per un attimo mi è venuto da pensare che forse non era Dante, anche se era vestito proprio da Dante, compresa la corona d’alloro e tutto il resto, così l’ho salutato, gli ho detto “Buongiorno Dante”, e allora lui mi ha guardato, ha fatto un cenno con la testa e ha tirato dritto verso l’uscita tenendo al guinzaglio i quattro fenicotteri. Poi nel sogno sono successe anche tante altre cose ma c’era molto fango, suonavano le sirene e il cane del vicino fumava la pipa seduto in poltrona, che se c’è una cosa che non sopporto sono proprio i cani che fumano la pipa. Comunque, non per dire, ma Dante, secondo me, si stava dando delle arie. Che ho pensato che prima o poi devo organizzarlo, questo benedetto festival della spocchia che si svolgerà non so dove e non so quando e si intitolerà “Darsi delle arie” o, in alternativa, “Non tirare troppo la corda”.

 

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