Cose che ho pensato (otto)

Cose che ho pensato (otto).

46.

Una volta ho pensato di bere tanta acqua. Arturo diceva sempre “Per stare bene devi bere tanta acqua”. Allora una mattina ero andato al supermercato e avevo comprato cinque confezioni da sei bottiglie d’acqua minerale naturale, quelle da due litri. Quand’ero rientrato a casa avevo bevuto una bottiglia intera. Trenta minuti dopo ne avevo bevuta un’altra. E un’altra ancora. Quel pomeriggio non avevo fatto altro che bere e pisciare, pisciare e bere, fino all’ora di cena. Poi Arturo era passato a trovarmi e c’eravamo seduti sul divano a guardare un telefilm alla tv. Mentre sgranocchiavamo semi di zucca, lui a un certo punto mi aveva detto “Ma hai la cistite, che vai e vieni dal bagno?”.

47.

Una volta ho pensato di andare in pasticceria e di comprare dieci paste alla crema e di mangiarmele tutte, una dietro l’altra. Arturo un giorno lo aveva fatto. Poi era stato male, aveva vomitato. “Colpa della crema”, aveva detto lui.

48.

Una volta ho pensato di fingermi morto in ascensore.

49.

Una volta ho pensato di essere triste. Arturo mi aveva detto “Perché sei triste?”. Io gli avevo detto “Non sono triste”. Allora lui mi aveva detto “Invece lo sei”. E io gli avevo detto “Giusto un po'”. E lui mi aveva detto “Be’, non ne vale la pena”. Allora io ci avevo pensato qualche minuto. Poi gli avevo detto “Ma va’ a cagare”.

50.

Una volta ho pensato di comprare il giornale per leggere ciò che c’era scritto sull’oroscopo. “Questa giornata risulterà essere particolarmente positiva, ti sentirai pervaso da una grande euforia senza comprenderne il perché”, c’era scritto. Mi sembrava una stronzata. Così mi ero rivolto all’edicolante “Ma che stronzate di giornali vendete?”, gli avevo detto. Lui allora aveva alzato lo sguardo e mi aveva detto “Ma va’ a cagare”.

 

arturo

nella foto, giusto un po’

 

 

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